BIM e gestione delle informazioni: perché la “I” di Information è il cuore del processo

Il mondo AEC non è certo il settore più innovativo, efficiente o digitalizzato. Spesso appare lento al cambiamento, incapace di integrare in modo profondo nuove tecnologie, metodi e filosofie operative.

Se pensiamo al BIM, notiamo subito un paradosso: le prime teorizzazioni risalgono agli anni ’70, i primi software sono comparsi negli anni ’80 e la sua diffusione è iniziata nei primi anni 2000 negli Stati Uniti. Eppure, ancora oggi, ci troviamo in un contesto che fino a poco tempo fa era caratterizzato da vuoti normativi e che oggi, al contrario, è spesso segnato da sovrapposizioni e confusione.

Molte aziende si dotano di strumenti come Revit, Archicad e soluzioni simili, ma la domanda resta aperta: si sta davvero facendo BIM, oppure questi software vengono utilizzati come semplici “super CAD”?

Il BIM è realmente entrato nei processi aziendali, nel DNA operativo delle aziende, oppure rimane solo uno strumento avanzato nelle mani di progettisti esperti?

Il vero problema nel settore AEC: lo scambio informativo

Uno dei principali fattori di spreco e dispersione di valore nel settore delle costruzioni riguarda la difficoltà dell’Information Exchange, ovvero dello scambio informativo tra i diversi attori coinvolti.

La comunicazione all’interno del processo edilizio è spesso complessa e ingolfata. Numerosi paper accademici e report economici evidenziano come lo spreco legato alla perdita di informazioni e alle inefficienze comunicative possa arrivare fino al 30% del tempo complessivo impiegato nella realizzazione di un’opera.

Le cause principali sono molteplici: la perdita di tempo nell’accedere ai dati, i ritardi nella comunicazione, ma soprattutto l’ambiguità dello stato dell’informazione. È l’ultima versione? È stata controllata? È stata approvata da chi ne ha la responsabilità?

Tutte queste dinamiche generano re-working, ritardi, errori di cantiere e, in sintesi, spreco.

Perché la “I” di Information è la vera rivoluzione del BIM

Se il BIM introduce una rivoluzione, lo fa proprio a partire dalla sua lettera centrale: la “I” di Information.

L’obiettivo del BIM non è semplicemente produrre modelli tridimensionali più avanzati, ma gestire l’informazione. La riflessione normativa, iniziata con la BS 1192 e confluita poi nella ISO 19650, mira proprio a normalizzare lo scambio informativo e a definire linee guida operative per un metodo condiviso.

Diventa quindi necessario interrogarsi sul processo che regola la produzione e la circolazione delle informazioni: servono workflow approvativi chiari, metodi strutturati per lo scambio verso l’esterno e sistemi di archiviazione realmente efficaci.

Il ruolo del Common Data Environment (CDE)

In questo contesto si rafforza sempre di più la necessità di un Common Data Environment (CDE), ovvero una piattaforma centralizzata per il deposito e lo scambio delle informazioni di progetto.

Un CDE è organizzato in quattro aree principali: Work in Progress, Shared, Published e Archive. Inoltre introduce un concetto fondamentale: lo stato dell’informazione, cioè il grado di attendibilità e validazione del dato.

Standard e processi aziendali: perché serve una soluzione su misura

Anche se ISO 19650 e UNI 11337 sono di grande aiuto nella gestione informativa, ogni azienda possiede prassi interne e necessità specifiche.

Molti software presenti sul mercato, per ovviare alla complessità, adottano strutture estremamente semplificate. Spesso si riducono a repository di dati, simili a cartelle Dropbox o Google Drive.

Ma quando la complessità aumenta, diventa necessario dotarsi di un processo forte, seppur flessibile.

La nostra visione è quella di un approccio sartoriale: un sistema progettato insieme al cliente, capace di calzare perfettamente sui processi reali dell’organizzazione.

ED BIM non è semplicemente un CDE, ma un collaboratore digitale costruito per la tua azienda. L’esperienza nell’uso dell’intelligenza artificiale consente di sviluppare rapidamente soluzioni software specifiche.

Assistenti AI dedicati alle diverse fasi del processo edilizio

Un’ulteriore complessità riguarda la collocazione dell’informazione all’interno del processo edilizio.

A partire dall’esperienza operativa e dal supporto di standard internazionali, abbiamo delineato nove macro-aree fondamentali: dal briefing iniziale fino al facility management.

A ciascuna fase è associato un assistente AI dedicato. Questo approccio riduce i limiti tipici dei Large Language Model, come la volatilità delle risposte, perché ogni assistente è specializzato su un ambito circoscritto e può essere addestrato con maggiore efficacia.

Verso un controllo intelligente dei flussi informativi

ED BIM risponde alla crescente esigenza di analisi e controllo dei flussi informativi in un mercato delle costruzioni la cui complessità è in costante aumento.

Gestire l’informazione in modo strutturato non è più un’opzione, ma una necessità strategica per ridurre sprechi, migliorare la collaborazione e rendere il BIM un processo reale, non solo uno strumento.

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